Notizie e informazioni
dal Convento di San Francesco
dei Frati Minori Conventuali
di Longiano (FC)
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giovedì 3 gennaio 2019
venerdì 23 novembre 2018
mercoledì 10 ottobre 2018
martedì 6 marzo 2018
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mercoledì 7 febbraio 2018
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domenica 7 gennaio 2018
giovedì 4 maggio 2017
lunedì 27 marzo 2017
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lunedì 20 febbraio 2017
lunedì 8 febbraio 2016
domenica 4 ottobre 2015
Una cartolina
dal ministro provinciale
“Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11, 25-26).
Da quando Pietro di Bernardone inventò per il suo primogenito il nome Francesco, ovvero dalla bellezza di otto secoli e più, pensiamo a lui Francesco, figlio vivace e sveglio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica, in seguito divenuto frate Francesco e presto, dopo la sua morte, san Francesco d’Assisi. Francesco è un nome inclusivo: dentro ci trovi l’ecologia, il creato, la pace, il dialogo, la semplicità, la fratellanza…
Ognuno ha il “suo” Francesco e lo cerca con nostalgia. Per chi l’incrocia più da vicino, ne studia gli Scritti (pensate: un uomo che si definiva “idiota e illetterato” ha lasciato pagine e pagine di scritti, alcuni dei quali autografi) e ne tenta la conoscenza, Francesco appare nella sua cifra di uomo del Vangelo, della possibilità di viverlo, adesso-qui, in povertà ed umiltà, nel segno forte della fraternità e della piccolezza (che Francesco chiamava “minoritas”: essere come i “minores”, i piccoli della società, gli ultimi). Ed è, per grazia, anche l’aria che respiriamo ora con un Papa che per primo ha scelto il suo nome e ne ripete i gesti.
Per me Francesco sono pure Antonio, Roberto, Andrea B., Simone, Andrea P. e infine un altro Andrea T. (tre Andrea su sei) che domani mattina nella basilica del Santo, qui a Padova, diranno il si per sempre della professione religiosa a seguire Gesù sulle orme di san Francesco d’Assisi nella nostra Fraternità provinciale di frati minori conventuali. Sono Francesco perché come me e tutti i francescani (frati, suore, laici) cercheranno -nonostante tutti i nostri limiti- di vivere l’eredità di Francesco d’Assisi, cercando sempre ed insieme le forme e i gesti per attualizzarla.
Allora, a tutti buona festa del piccolo e grande san Francesco, nostro fratello in umanità e santità!
| Va' Francesco, e ripara la mia casa! |
Da quando Pietro di Bernardone inventò per il suo primogenito il nome Francesco, ovvero dalla bellezza di otto secoli e più, pensiamo a lui Francesco, figlio vivace e sveglio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica, in seguito divenuto frate Francesco e presto, dopo la sua morte, san Francesco d’Assisi. Francesco è un nome inclusivo: dentro ci trovi l’ecologia, il creato, la pace, il dialogo, la semplicità, la fratellanza…
Ognuno ha il “suo” Francesco e lo cerca con nostalgia. Per chi l’incrocia più da vicino, ne studia gli Scritti (pensate: un uomo che si definiva “idiota e illetterato” ha lasciato pagine e pagine di scritti, alcuni dei quali autografi) e ne tenta la conoscenza, Francesco appare nella sua cifra di uomo del Vangelo, della possibilità di viverlo, adesso-qui, in povertà ed umiltà, nel segno forte della fraternità e della piccolezza (che Francesco chiamava “minoritas”: essere come i “minores”, i piccoli della società, gli ultimi). Ed è, per grazia, anche l’aria che respiriamo ora con un Papa che per primo ha scelto il suo nome e ne ripete i gesti.
Per me Francesco sono pure Antonio, Roberto, Andrea B., Simone, Andrea P. e infine un altro Andrea T. (tre Andrea su sei) che domani mattina nella basilica del Santo, qui a Padova, diranno il si per sempre della professione religiosa a seguire Gesù sulle orme di san Francesco d’Assisi nella nostra Fraternità provinciale di frati minori conventuali. Sono Francesco perché come me e tutti i francescani (frati, suore, laici) cercheranno -nonostante tutti i nostri limiti- di vivere l’eredità di Francesco d’Assisi, cercando sempre ed insieme le forme e i gesti per attualizzarla.
Allora, a tutti buona festa del piccolo e grande san Francesco, nostro fratello in umanità e santità!
fr. Giovanni Voltan
![]() |
| Basilica del Santo, 3 ottobre. Professioni solenni di 6 frati |
domenica 17 maggio 2015
Una sorpresa campestre
Camminando per la nostra bella campagna, che la primavera ha fatto esplodere di fiori e di verde, ci siamo imbattuti in una vecchia targa di legno su cui è stata affissa una poesia...Grande saggezza e grande attualità abbiamo riconosciuto nelle parole di questo poeta, che si definisce "paesologo"!
Ci permettiamo di donarvi questa meravigliosa poesia, catturata "nel suo contesto naturale" presso la chiesa di Castiglione (nel territorio parrocchiale di Roncofreddo).
domenica 10 maggio 2015
Una bimba maestra di vita
Abbiamo ancora nel cuore la testimonianza che p. Rebwar ci ha portato domenica 26 aprile sulla situazione dei cristiani perseguitati in Iraq. Dopo la nascita dello Stato Islamico (ISIS), moltissimi cristiani hanno perso la vita o sono dovuti fuggire dalle loro case. Oggi a Mosul (l'antica Ninive) e in tutta la piana di Ninive non c'è più nessun cristiano.
Molti profughi sono stati accolti a Erbil, città del Kurdistan iracheno (a soli 40 km da Mosul), da cui proviene il nostro p. Rebwar. Proprio qui, nel campo profughi allestito per i cristiani della piana di Ninive, è stato girato questo video.
Miriam è una piccola cristiana rifugiata, costretta a fuggire con la sua famiglia a Erbil, quando l'ISIS ha preso il controllo sulla sua città di Qaraqosh. Viene in questo video intervistata da Essam, il presentatore di uno show per bambini sul canale SAT-7. La sua testimonianza ci può davvero insegnare tanto!
Buona visione!
Molti profughi sono stati accolti a Erbil, città del Kurdistan iracheno (a soli 40 km da Mosul), da cui proviene il nostro p. Rebwar. Proprio qui, nel campo profughi allestito per i cristiani della piana di Ninive, è stato girato questo video.
Miriam è una piccola cristiana rifugiata, costretta a fuggire con la sua famiglia a Erbil, quando l'ISIS ha preso il controllo sulla sua città di Qaraqosh. Viene in questo video intervistata da Essam, il presentatore di uno show per bambini sul canale SAT-7. La sua testimonianza ci può davvero insegnare tanto!
Buona visione!
lunedì 30 marzo 2015
Gli Orari della Settimana Santa
La domenica delle Palme è il portale della Settimana Santa. A narrarci la Passione di Gesù quest'anno tocca all'evangelista Marco. Occorre seguirlo passo passo, sostando dal capitolo 14.mo al 15.mo. Marco non teme di presentarci lo scandalo della croce nella sua drammaticità. Parla pochissimo Gesù dopo la sua cattura e, richiesto, afferma di essere Lui il Cristo ovvero il Messia atteso e il Figlio di Dio. E' Lui il Re. Tutto sembra smentirlo: la reazione del sommo sacerdote, la derisione dei servi, il rinnegamento di Pietro, la fuga degli altri... Eppure un 'pagano', uno straniero, il centurione romano, vedendolo morire in quel modo fa la sua professione di fede: "veramente quest'uomo era Figlio di Dio" (Mc 15,39). Occorre che anche noi leviamo nuovamente gli occhi a Lui, al Re che non fugge, non scende la croce, per ripetere, con parole nostre, la stessa professione.
Mercoledì 1 aprile
20.30: S. Messa crismale in Cattedrale a Cesena
Giovedì 2 aprile: Giovedì santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
20.30: S. Messa in coena Domini (col rito della lavanda dei piedi) nella chiesa parrocchiale
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.30 - 18.30
Venerdì 3 aprile: Venerdì santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
20.30: Liturgia della Passione in santuario
Segue la processione con il Cristo Morto per le strade del paese
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.30
Sabato 4 aprile: Sabato santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
21.00: Solenne Veglia Pasquale e S. Messa della Risurrezione nella chiesa parrocchiale
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.30
Domenica 5 aprile: Pasqua del Signore
S. Messe in santuario: 7.30 / 9.30 (solenne) / 10.30 / 18.00
Lunedì 6 aprile: Lunedì dell’angelo
S. Messe in santuario: 7.30 / 9.30 / 18.00
L'adorazione eucaristica del lunedì, oggi è sospesa
fr. Giovanni Voltan
Mercoledì 1 aprile
20.30: S. Messa crismale in Cattedrale a Cesena
Giovedì 2 aprile: Giovedì santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
20.30: S. Messa in coena Domini (col rito della lavanda dei piedi) nella chiesa parrocchiale
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.30 - 18.30
Venerdì 3 aprile: Venerdì santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
20.30: Liturgia della Passione in santuario
Segue la processione con il Cristo Morto per le strade del paese
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.30
Sabato 4 aprile: Sabato santo
7.00: Ufficio delle letture e Lodi (cappella del convento)
21.00: Solenne Veglia Pasquale e S. Messa della Risurrezione nella chiesa parrocchiale
Confessioni: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.30
Domenica 5 aprile: Pasqua del Signore
S. Messe in santuario: 7.30 / 9.30 (solenne) / 10.30 / 18.00
Lunedì 6 aprile: Lunedì dell’angelo
S. Messe in santuario: 7.30 / 9.30 / 18.00
L'adorazione eucaristica del lunedì, oggi è sospesa
lunedì 12 maggio 2014
Il 6 maggio...
“Se una fede è solo ancorata ai padri, a quello che facevano e basta, è una fede da museo”. Lo ha detto il vescovo Douglas Regattieri, citando papa Francesco, nell’omelia della messa presieduta il 6 maggio nel Santuario di Longiano, in occasione dell’anniversario del miracolo della vitella che il 6 maggio 1493 si inginocchiò di fronte al Crocifisso di Longiano.
“I nostri padri – ha proseguito il vescovo – ci hanno trasmesso la fede. Penso a certe mamme, a certi papà, a certi catechisti, a certe maestre che ci hanno introdotti nella vita nuova. Siamo a loro debitori. Ma ora bisogna guardare in avanti. C’è bisogno di rinnovare, di ripulire, di rispolverare la nostra vita cristiana confrontandola con le sfide del tempo moderno. Non una pratica religiosa fondata solo sul ‘si è sempre fatto così’, ma una fede viva che sgorga da un rinnovamento autentico fondato sull’incontro vero col Signore. Un incontro personale col Signore risorto, mediante l’ascolto della sua parola e la vita sacramentale, non può non tradursi necessariamente in una coraggiosa testimonianza di carità verso chi ha bisogno”.
Al termine della messa il Vescovo ha benedetto un quadro del 1697, restaurato di recente, che raffigura quello che ha definito “il prodigio da cui è nata tutta la devozione al Santo Crocifisso che campeggia nell’abside del nostro Santuario”.
Nei prossimi giorni, il dipinto, di proprietà del convento, sarà conservato in sicurezza ed esposto presso il museo d’Arte sacra di Longiano.
Matteo Venturi (Corriere Cesenate)
Al termine della Messa, vissuta in clima di grande raccoglimento anche grazie all'animazione della Corale "La Gregoriana" che ha cantato le parti gregoriane della Messa dell'Esaltazione della S. Croce, la festa ha assunto i toni di grande allegria e coinvolgimento: nel Teatro Petrella la Tremonti Band ha eseguito un concerto ricco e scoppiettante con un programma che spaziava dal sacro al profano, dal popolare al jazz. Grazie a tutti gli amici che hanno contribuito alla realizzazione di questa meravigliosa serata!
“I nostri padri – ha proseguito il vescovo – ci hanno trasmesso la fede. Penso a certe mamme, a certi papà, a certi catechisti, a certe maestre che ci hanno introdotti nella vita nuova. Siamo a loro debitori. Ma ora bisogna guardare in avanti. C’è bisogno di rinnovare, di ripulire, di rispolverare la nostra vita cristiana confrontandola con le sfide del tempo moderno. Non una pratica religiosa fondata solo sul ‘si è sempre fatto così’, ma una fede viva che sgorga da un rinnovamento autentico fondato sull’incontro vero col Signore. Un incontro personale col Signore risorto, mediante l’ascolto della sua parola e la vita sacramentale, non può non tradursi necessariamente in una coraggiosa testimonianza di carità verso chi ha bisogno”.
Al termine della messa il Vescovo ha benedetto un quadro del 1697, restaurato di recente, che raffigura quello che ha definito “il prodigio da cui è nata tutta la devozione al Santo Crocifisso che campeggia nell’abside del nostro Santuario”.
Nei prossimi giorni, il dipinto, di proprietà del convento, sarà conservato in sicurezza ed esposto presso il museo d’Arte sacra di Longiano.
Matteo Venturi (Corriere Cesenate)
Al termine della Messa, vissuta in clima di grande raccoglimento anche grazie all'animazione della Corale "La Gregoriana" che ha cantato le parti gregoriane della Messa dell'Esaltazione della S. Croce, la festa ha assunto i toni di grande allegria e coinvolgimento: nel Teatro Petrella la Tremonti Band ha eseguito un concerto ricco e scoppiettante con un programma che spaziava dal sacro al profano, dal popolare al jazz. Grazie a tutti gli amici che hanno contribuito alla realizzazione di questa meravigliosa serata!
domenica 20 aprile 2014
Buona Pasqua!
Signore, tu stai alla porta e bussi: fa’ che ti apriamo quando ascoltiamo la tua voce, ma se anche le nostre porte restano chiuse, tu vinci il timore ed entra lo stesso, perché dalla tua Resurrezione abbiamo la pienezza della vita e la tua pace.
Signore, tu conosci più di noi il nostro cuore e tu sai che nel profondo non cerca e non desidera se non Te. Rendici capaci di rispondere alla tua chiamata e di lasciarci condurre dove tu vuoi, perché in noi si compia il tuo disegno d’amore e di predilezione.
Signore Gesù, Buon Pastore, insegnaci ad ascoltare la tua voce, a riconoscerla fra mille altre voci che promettono e non mantengono, e a seguire in Te la via della Verità e della Vita che ci porta al Padre.
Padre, che nella Passione e Resurrezione del tuo Figlio, hai mostrato agli uomini il tuo amore, fa’ che alla scuola della sua carità impariamo a farti dono della nostra vita, perché noi crediamo e il mondo creda che tu lo hai mandato a salvarci.
Fa’, o Signore, che per la luce del tuo Spirito, ti riconosciamo presente in noi e la tua Parola metta radici e porti frutto nella vita di ogni giorno.
Padre, che da sempre ci chiami alla comunione con te, rivela a noi la via sulla quale, dietro al Cristo, tuo Figlio, possiamo tornare a te con fiducia e cuore di figli.
Signore, che ha promesso di non lasciarci soli, manda a noi il tuo Spirito, perché ci guidi alla Verità tutta intera e alla conoscenza del dono inestimabile della tua chiamata e della tua amicizia.
Signore, tu conosci più di noi il nostro cuore e tu sai che nel profondo non cerca e non desidera se non Te. Rendici capaci di rispondere alla tua chiamata e di lasciarci condurre dove tu vuoi, perché in noi si compia il tuo disegno d’amore e di predilezione.
Signore Gesù, Buon Pastore, insegnaci ad ascoltare la tua voce, a riconoscerla fra mille altre voci che promettono e non mantengono, e a seguire in Te la via della Verità e della Vita che ci porta al Padre.
Padre, che nella Passione e Resurrezione del tuo Figlio, hai mostrato agli uomini il tuo amore, fa’ che alla scuola della sua carità impariamo a farti dono della nostra vita, perché noi crediamo e il mondo creda che tu lo hai mandato a salvarci.
Fa’, o Signore, che per la luce del tuo Spirito, ti riconosciamo presente in noi e la tua Parola metta radici e porti frutto nella vita di ogni giorno.
Padre, che da sempre ci chiami alla comunione con te, rivela a noi la via sulla quale, dietro al Cristo, tuo Figlio, possiamo tornare a te con fiducia e cuore di figli.
Signore, che ha promesso di non lasciarci soli, manda a noi il tuo Spirito, perché ci guidi alla Verità tutta intera e alla conoscenza del dono inestimabile della tua chiamata e della tua amicizia.
Buona Pasqua a tutti voi, amici!
martedì 4 marzo 2014
Buona Quaresima!
“…perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto, e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,18)
Mi è capitato di scattare la foto che allego qualche mese fa, in Trentino. Mi verrebbe da didascalizzarla con “salita o discesa?”.
Davanti a noi s’aprono i 40 giorni della Quaresima che possono essere insieme salita e discesa. Una salita ai monti e alle altezze vertiginose alle quali Gesù vuole condurci (monte della Trasfigurazione e del Calvario in attesa della risurrezione), un’ascensione che funziona nella misura in cui c’è la discesa. A noi stessi, al giusto rapporto con il Signore, alla vita degli altri. Con la regola uno: più scendi più sali; e la regola due: “nel segreto”, senza esibizionismi e nella concretezza.
A tutti buona salita-discesa, buon cammino quaresimale!
fr. Giovanni Voltan, ministro provinciale
Il rito dell'imposizione delle ceneri sarà vissuto in Santuario soltanto durante la messa delle 7.00 di mercoledì 5.
Nella parrocchia di Longiano le Messe saranno celebrate alle 8.45 e alle 18.00
lunedì 3 marzo 2014
Guardate gli uccelli del cielo...
Cari amici del Santuario...
ieri, ottava domenica del tempo ordinario, la liturgia ci ha regalato una pagina di vangelo tanto cara a noi francescani. Mt 6,24-34 ci ricorda che ci sono solo due alternative:
- Vivere come se Dio non ci fosse (mammona)
- Vivere confidando nel ricordo di Dio
L’uomo ha bisogno di porsi a servizio di qualcosa…se non ci poniamo al servizio di Dio, ci poniamo al servizio di noi stessi e dei nostri bisogni, che non saranno mai colmati! E appoggeremo il nostro stare bene su una sicurezza che viene da ciò che possediamo o da ciò che dimostriamo o da quanto ci sentiamo amati dagli altri…
Chi ha bisogno di possedere o apparire in un certo modo per poter stare bene, vive la vita con ansia!
Gesù ci invita a non affannarci, come gli uccelli / come i gigli…perché il Signore si ricorda di loro (quanto più di noi!!!).
L’affanno è comune tanto al povero che al ricco; il denaro non elimina le inquietudini, anzi, a volte le acutizza e le esaspera… Certo, tante persone in difficoltà vivono con ansia perché pensano di non riuscire a farcela… è questo è più che comprensibile! Ma sia a quanti sono in situazioni estreme che a quanti si ansiano anche laddove non ci sarebbe bisogno, Gesu suggerisce il suo rimedio: sollevare lo sguardo verso l’alto, verso il Padre che sta nei cieli.
Gesù non ci consiglia di rimanere inerti, nullafacenti, disinteressati; ma ci chiede di affrontare la realtà attivamente con un cuore nuovo e una nuuova comprensione: la fiducia di chi sa che la sua vita è nelle mani di Dio.
Gesù ci chiede di lavorare attivamente per il Regno di Dio e per la giustizia. Se la nostra passione è qui, certo vivremo più felici. E il Padre non si dimenticherà di noi!
ieri, ottava domenica del tempo ordinario, la liturgia ci ha regalato una pagina di vangelo tanto cara a noi francescani. Mt 6,24-34 ci ricorda che ci sono solo due alternative:
- Vivere come se Dio non ci fosse (mammona)
- Vivere confidando nel ricordo di Dio
L’uomo ha bisogno di porsi a servizio di qualcosa…se non ci poniamo al servizio di Dio, ci poniamo al servizio di noi stessi e dei nostri bisogni, che non saranno mai colmati! E appoggeremo il nostro stare bene su una sicurezza che viene da ciò che possediamo o da ciò che dimostriamo o da quanto ci sentiamo amati dagli altri…
Chi ha bisogno di possedere o apparire in un certo modo per poter stare bene, vive la vita con ansia!
Gesù ci invita a non affannarci, come gli uccelli / come i gigli…perché il Signore si ricorda di loro (quanto più di noi!!!).
L’affanno è comune tanto al povero che al ricco; il denaro non elimina le inquietudini, anzi, a volte le acutizza e le esaspera… Certo, tante persone in difficoltà vivono con ansia perché pensano di non riuscire a farcela… è questo è più che comprensibile! Ma sia a quanti sono in situazioni estreme che a quanti si ansiano anche laddove non ci sarebbe bisogno, Gesu suggerisce il suo rimedio: sollevare lo sguardo verso l’alto, verso il Padre che sta nei cieli.
Gesù non ci consiglia di rimanere inerti, nullafacenti, disinteressati; ma ci chiede di affrontare la realtà attivamente con un cuore nuovo e una nuuova comprensione: la fiducia di chi sa che la sua vita è nelle mani di Dio.
Gesù ci chiede di lavorare attivamente per il Regno di Dio e per la giustizia. Se la nostra passione è qui, certo vivremo più felici. E il Padre non si dimenticherà di noi!
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