lunedì 3 marzo 2014

Guardate gli uccelli del cielo...

Cari amici del Santuario...
ieri, ottava domenica del tempo ordinario, la liturgia ci ha regalato una pagina di vangelo tanto cara a noi francescani.  Mt 6,24-34 ci ricorda che ci sono solo due alternative:
-    Vivere come se Dio non ci fosse (mammona)
-    Vivere confidando nel ricordo di Dio
L’uomo ha bisogno di porsi a servizio di qualcosa…se non ci poniamo al servizio di Dio, ci poniamo al servizio di noi stessi e dei nostri bisogni, che non saranno mai colmati! E appoggeremo il nostro stare bene su una sicurezza che viene da ciò che possediamo o da ciò che dimostriamo o da quanto ci sentiamo amati dagli altri…
Chi ha bisogno di possedere o apparire in un certo modo per poter stare bene, vive la vita con ansia!
Gesù ci invita a non affannarci, come gli uccelli / come i gigli…perché il Signore si ricorda di loro (quanto più di noi!!!).
L’affanno è comune tanto al povero che al ricco; il denaro non elimina le inquietudini, anzi, a volte le acutizza e le esaspera… Certo, tante persone in difficoltà vivono con ansia perché pensano di non riuscire a farcela… è questo è più che comprensibile! Ma sia a quanti sono in situazioni estreme che a quanti si ansiano anche laddove non ci sarebbe bisogno, Gesu suggerisce il suo rimedio: sollevare lo sguardo verso l’alto, verso il Padre che sta nei cieli.
Gesù non ci consiglia di rimanere inerti, nullafacenti, disinteressati; ma ci chiede di affrontare la realtà attivamente con un cuore nuovo e una nuuova comprensione: la fiducia di chi sa che la sua vita è nelle mani di Dio.
Gesù ci chiede di lavorare attivamente per il Regno di Dio e per la giustizia. Se la nostra passione è qui, certo vivremo più felici. E il Padre non si dimenticherà di noi!


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