L'iscrizione
L'iscrizione sulla cima della croce (Jesus Nazarenus Rex Judaeorum) attesta la condanna a morte di Gesù, ma al contempo mostra la regalità universale del Figlio dell'uomo. In questa icona, la regalità è sottolineata anche dalla preziosità del legno, rivestito di ricercati e costosi colori, quali l'azzurrite della croce e la doratura dei bordi.
Il volto
La corona di spine è sostituita da una corona di gloria, un'aureola crociata in rilievo. Il capo è reclinato, in atto di abbandono. Il volto di Cristo è disteso, maturo; è barbato, con lunghe chiome con accenti tipici dell'arte siriaca e bizantina. Il naso è sottile e allungato, la bocca piccola, gli occhi evidenziati da potenti arcate sopracciliari.
Le ferite nelle mani sono aperte e lasciano fluire il sangue, che sgorga copioso. I chiodi sembrano scomparire all'interno del foro della mano. Sono evidenti le ferite, ma il sangue non è disseccato come quello di un cadavere, bensì sgorga vermiglio e zampilla vita, dai piedi e dalle mani. Viene così sottolineato il valore salvifico del sangue, mentre rimane in secondo piano l'aspetto cruento e sacrificale della redenzione.
Il corpo del Cristo
Il corpo di Gesù eretto sulla croce si inarca e sembra proiettarsi in avanti, mentre appare illuminato da una luce interiore, spirituale, che richiama quella delle icone bizantine. Il petto è rigonfio, come nell'atto di emettere un grido, un forte sospiro. Gesù è proteso nel dono di sè, raffigurato nel momento in cui sceglie liberamente di tornare al Padre, restituendo la vita ed esalando Spirito.Dal costato sgorgano sangue ed acqua, simboli del Battesimo e dell'Eucarestia. Sul mistico altare della croce il Corpus Domini è un'icona del vero corpo del Signore, pane di vita donato a noi nell'Eucarestia.
Il perizoma è regale, composto da un'unica stoffa, preziosa, annodata alla vita ed avvolgente i fianchi del Cristo con incroci di pieghe.

Il tabellone
Lo sfondo del tabellone verticale è costituito da un tappeto a scacchi decorati di color rosso e blu. Richiama i paliotti che venivano posti ad ornamento dell'altare, ove Cristo offre il suo corpo nell'Eucarestia.
La donna e il figlio
Agli estremi del braccio trasversale, e non accanto all'immagine del Cristo sotto la croce, sono dipinte le figure di Maria e di Giovanni, che rappresentano la nascita della Chiesa. La loro collocazione accentua la riproduzione simbolica dell'evento della crocifissione, secondo la narrazione del quarto vangelo, il quale riporta le parole dalla croce di Gesù a Maria e al "discepolo che egli amava": "Donna, ecco tuo figlio... ecco tua madre" (Gv 19,26-27).
Maria è vestita con un abito di colore purpureo - tipico delle vesti
imperiali - segno della divinità, mentre il manto blu indica la sua
umanità. Sono capovolte le vesti e i colori del discepolo. Il gesto di
Maria con la mano destra sembra sottolineare il rapporto della donna con
il Figlio, nel quale tutti siamo divenuti figli.
La mano sinistra di
Maria è portata alla guancia, ad esprimere il dolore della madre, come
specularmente avviene per la raffigurazione di Giovanni. Si tratta di
una rappresentazione tipica dell'arte iconografica bizantina. Qui, però,
la mano sinistra del discepolo lasciata cadere lungo il fianco non
stringe il libro della Scrittura.



