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| Il grande affresco nella controfacciata del santuario |
Che senso ha, dopo più di 500 anni, ricordare ancora questo fatto, prodigioso sì, ma certamente di non molto spessore?
Nella vicina Rimini, un giorno del 1223, per la potente intercessione di Antonio di Padova, anche una mula affamata si inginocchiò davanti all'Eucarestia, piuttosto che lanciarsi sul fieno, convincendo così l'eretico Bonovillo ad abbracciare la retta fede.
Questi fatti costellano la storia cristiana ricordandoci che tutto il creato riconosce la bontà e la signoria del Creatore! Ci siamo mai chiesti, per esempio, perchè l'asino e il bue stanno nel presepe accanto al Dio bambino per sostenerlo e riscaldarlo, visto che i vangeli non ne parlano? Solo un vangelo apocrifo molto tardo (lo Pseudo Matteo) ne parla, attingendo la loro presenza da un oracolo del profeta Isaia: "il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende" (Is 1,3).
Ecco qui la strada giusta per ben interpretare questi fatti! Gli animali riconoscono il Signore e la sua bontà; questo sia per me di insegnamento: se non riconosco la presenza di Dio nella mia vita sono come un bue e un asino, anzi peggio! Noi che il Signore lo abbiamo già incontrato in tanti luoghi e in tanti modi non possiamo permetterci di essere così stolti da dimenticarlo!
La festa del miracolo ci riporti allora a piegare le ginocchia davanti al Crocifisso, laddove Dio dice tutto il suo amore per noi! Quanto stolto sarebbe dimenticare di essere amati!
In santuario festeggeremo questa ricorrenza con la
celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Douglas
lunedì 6 maggio alle 20.30

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