mercoledì 29 ottobre 2014

Una Terra da incontrare con 6 sensi...

Da una settimana abbiamo fatto rientro dalla Terra Santa. Ho guidato un gruppo di 25 pellegrini alla scoperta di una terra che trasuda la Parola di Dio.
Abbiamo trascorso alcuni giorni a Gerusalemme, in questo periodo particolarmente vivace a causa dell'importante festa di Sukkot (che rievoca il tempo in cui il popolo ebraico ha vissuto nel deserto). In questa prima tappa del nostro viaggio abbiamo così meditato sull'alleanza, stipulata da Dio con il suo popolo e rinnovata nel sangue di Cristo. Il mistero pasquale ci ha così accompagnati non solo nella visita dei santuari e nella lettura della Parola di Dio, ma anche nelle esperienze inusuali che il Signore ci ha dato la grazia di compiere: la preghiera notturna nel podere del Getsemani, il percorso del tunnel di Ezechia dalla sorgente di Gichon alla piscina di Siloe, il tragitto a piedi da Betania a Gerusalemme lungo il muro triste di separazione tra Gerusalemme e i Territori Palestinesi. E poi... l'incontro con i testimoni: il p. custode di terra Santa fr. Pierbattista Pizzaballa, sr. Lucia all'ospedale pediatrico di Betlemme e i tanti volti di popoli e religioni che qui nel tentativo di incontrarsi spesso finiscono per contrapporsi...
Lasciando la città santa, ci siamo addentrati nel deserto di Giuda meditando sulla discesa agli inferi: quella di Gesù, prima, ma anche la nostra! Il cammino a piedi fino a Gerico attraverso l'impervio Wadi Qelt abitato solo dai beduini ci ha fatto pensare all'uomo che "scendeva da Geerusalemme a Gerico" e la magnifica oasi di En Ghedi ha reso per noi vicina la parola del Cantico dei Cantici e dei Salmi.
Infine abbiamo accolto l'invito del Risorto ad andare in Galilea ("là mi vedrete"). Intorno al Lago di Tiberiade ci siamo lasciati stupire dall'insegnamento di Gesù di Nazareth, rabbì al contempo affascinante e destabilizzante. Il nostro viaggio si è concluso sul monte Tabor. Dal monte di Galilea abbiamo raccolto l'invito ad andare e fare discepole tutte le genti!

Ho ricevuto tra le altre una testimonianza di uno dei pellegrini che penso sintetizzi bene il cuore del nostro viaggio. La riporto qui di seguito...
Fr. Mirko

Conosco un frate che dice spesso “si vede solo quello che si crede”: ecco io sono convinto che ci sia stato mostrato in questo viaggio ciò che io non avrei potuto vedere.
Non solo “l’incarnazione” delle Parole / della Parola Divina, che prima conoscevo solo come “testo”, hanno trovato una geografia, una terra, strade, città, mattoni… ma anche luci ombre e colori, albe tramonti e brume, persone vestiti e vite.. e profumi.
Ecco, con una sintesi imperfetta, direi che ho potuto leggere la Bibbia con tutti e 5 i sensi di cui é fatto l’uomo... ma soprattutto col sesto: con l’emozione del cuore.